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martedì 26 giugno 2012

Diario di un Tarlo qualunque: Il caffè della Peppina


Diario di un tarlo qualunque
Il caffè della Peppina...

Nell'epoca di internet, della telefonia cellulare e degli acquisti online, può accadere di tutto... compreso il fatto di restare senza caffè.Le diaboliche macchinette a "capsule" pubblicizzate da George Clooney, hanno la grande scomodità di non essere reperibili nei supermercati e così il malcapitato utente che rientra dalle ferie, può ritrovarsi senza la dose quotidiana di caffeina.Soluzioni possibili?
In realtà, per come sono fatto io, nessuna.

Svegliarmi senza caffè equivale (per chi mi sta vicino) ad una giornata infernale.
Il caffè “mi serve”, fa parte della mia vita...soprattutto se devo alzarmi di mattina presto.
Per comodità del lettore, siccome il mio lavoro mi porta a fare orari strampalati, cercherò di chiarire il mio concetto di “mattina presto”.

Mattina presto, per il sottoscritto, è un orario che va dalle 11 e 30 alle 12 e 45...
Qualunque orario precedente a quelli sopra indicati equivale alla mia idea di “alba”.
Sappiate quindi che se mi telefonate, “messaggiate” o suonate il mio campanello prima delle undici e trenta potreste trovarvi davanti a situazioni di pericolo quali:
1) Trovarvi a dover ammirare ciò che resta di un essere umano, con i pantaloncini del pigiama arrotolati attorno al corpo e con gli occhi ancora pieni di caccole
2) Ritrovarsi davanti ad un orso furioso che minaccia di cavarvi gli occhi per aver disturbato il sonno del giusto (diamine è l'alba! dove è finito il rispetto per il sonno altrui?)
3) L'universo diventa troppo piccolo...

Questi rischi non si corrono se ho già sorbito la tazza quotidiana di caffeina.
Inutile descrivere il mio stato, quando per questioni lavorative, sono costretto ad alzarmi alle ore cinque e zero zero antimeridiane... sappiate che in quel caso, sono in grado di rivolgervi la parola solo dopo la terza tazza di caffè.
Ora: un essere umano comune (quale son io) che si ritrova senza le amate capsule pubblicizzate da "What Else Clooney” non può mettersi a guidare in cerca di un bar con gli occhi chiusi... potrebbe essere un pericolo per la viabilità circostante.
Purtroppo le adorate capsule preconfezionate, che vanno ordinate tramite internet o telefono, viaggeranno tramite corriere espresso che, una volta ricevuto la comanda, impiegherà almeno due o tre giorni prima di effettuare la consegna.
Dunque potrei correre il rischio di non sorbire la nera bevanda?
Una soluzione al problema della mancanza di caffeina, in realtà esiste e viene tramandata da secoli e seculorum di padre in figlio.
Quella soluzione si chiama Moka: ovvero quell'oggetto che fa il suo porco lavoro gorgogliando sul gas...
Il problema è che la moka dell'omino Bialetti in casa non c'è più... è stata regalata a qualche parente meno tecnologico e sicuramente più pratico del sottoscritto.

Risolvere la cosa è però relativamente possibile: basta andare nel più vicino supermercato e acquistare la reliquia che verrà utilizzata per preparare la benefica bevanda.
Il tragitto supermercato-casa è assai breve e quindi la cosa è ben decisa: la moka tornerà a far parte dell'attrezzatura domestica di base.

Così, in poco tempo, eccomi davanti allo scaffale Bialetti & soci, che guardo e osservo le antiche macchinette.
Ne prendo una da “tre” (Melius abundare quam deficere) e la inserisco nel carrello ed aggiungo all'acquisto anche un barattolo da 500 grammi di caffè di qualità 100% arabica.
Arrivo alla cassa e... (a questo punto la vicenda prende una piega insolita e diviene un dialogo quasi teatrale tra il sottoscritto e la cassiera)

Cassiera: “Buongiorno, oh che bello ha comprato una moka... sa come si usa vero?”
Io: “Buongiorno... si, so come si usa”
Cassiera: “Sicuro? No perché in tanti tornano indietro chiedendo istruzioni”
Io: “Apro la moka, ci metto dentro l'acqua, aggiungo il filtro e lo riempio di caffè macinato e non in grani, richiudo la moka e la metto sul gas a basso tenore di fiamma..:”
Cassiera: “Ma allora sa già fare...”
Io: “Guardi, forse lei si stupirà, ma sono quarant'anni e passa che faccio il caffè...”
Cassiera: (ignara dell'odio dei clienti che, nel frattempo, stanno facendo la fila) “..No, lo dico perché deve sapere che in molti non lo sanno. Aggiungo, per completezza delle istruzioni che siccome la moka è nuova...”
Io: “...devo fare qualche caffè a vuoto altrimenti corro il rischio di bere una schifezza”
Cassiera: “Diavolo, un vero esperto...”

Ora, questo più o meno romanzato, il dialogo tra me e l'infernale dipendente di una cooperativa famosa per una pubblicità interpretata da Luciana Litizzetto.
Vi dirò la verità: non ho ben capito se la cassiera in questione mi stava prendendo per i fondelli, ma ho avuto questa impressione.
Forse, vista la mia faccia assonnata e visto il mio abbigliamento (t-shirt di Batman, bermuda e infradito), la gentil commessa ha ritenuto che fossi straniero e che quindi non avessi la benché minima idea di come preparare una tazza di caffè.
Quel che è certo, ne sono sicuro, che il mio accento romagnolo è abbastanza marcato quindi si torna alla prima ipotesi: mi stava prendendo per i...fondelli, ma fatico a capirlo perché ancora non avevo bevuto la miracolosa tazza che ti apre gli occhi.

Diario di un Tarlo qualunque: Il caffè della Peppina © 2012 Testo di Daniele "tarlo" Tarlazzi

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