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domenica 5 maggio 2013

Cioè...

Cioè.... Ecco,in realtà non si dovrebbe mai iniziare un discorso con un "cioè", ma a volte quella parola diviene un rafforzativo del pensiero che si vuole esprimere... E in questo caso, forse, il mio pensiero è così forte da dover per forza iniziare così...

Cioè, siamo nel XXI secolo, nel nuovo millennio e ancora cerchiamo assurde differenze nel colore della pelle... Dimentichiamo che neri, bianchi, gialli o rossi, siamo tutti esseri umani o, come dicono i credenti, figli di Dio.

Non solo cerchiamo differenze nel colore della pelle, ma siamo anche così assurdi che cerchiamo differenze anche tra compatrioti.
Così, un abitante del sud, diventa un "terrone" o, in terra straniera, un italiano viene definito mangiaspaghettipizzamandolino

Poi ci riempiamo la bocca con frasi tipo: "occorre unire l'Europa, siamo tutti uguali, dobbiamo avere tutti pari opportunità".
Per poi scoprire che in quel "Tutti devono avere gli stessi diritti",sono escluse le coppie di fatto, i gay, i neri, i gialli e i terroni, i mussulmani...
Ma quale Europa unita, quale uguaglianza se ancora non siamo riusciti a rendere l'Italia una vera nazione.
Atteggiarci a cittadini europei non ci migliora se non decidiamo di maturare un po'. Dovremmo imparare un po' più di tolleranza e rispetto per le diversità e le diverse tradizioni, forse solo allora potremmo essere degno di essere definiti "umani".


Cioè © 2013 Testo disegni  di Daniele "tarlo" Tarlazzi

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