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venerdì 17 febbraio 2017

Artigianato

E' risaputo: i tecnici che riparano cose, non hanno mai il pezzo di ricambio che serve sul loro furgone. Spesso devono andare a prenderlo in magazzini segreti che si trovano al di la del normale spazio tempo, forse addirittura su altri pianeti. Essi infatti svaniscono, chiedendoti il numero di telefono perché, appena reperiranno il pezzo, saranno loro a telefonarti.
Ho personalmente chiesto, tre anni fa, ad un artigiano di fare un piccolo lavoretto in casa e, il tecnico, ha esordito dicendo: "Beh non vorrai certo farlo ora! Facciamo che a ottobre ti chiamo io". Stupido io a non chiedere "A Ottobre, ma di che anno?".
Infatti sono ancora qua che aspetto.
Il problema però è che, in molti casi, la "manodopera", parte (misteriosamente) fin dal momento della chiamata. 
Resto convinto di aver sbagliato mestiere. Oggi, per la cronaca, ho richiamato l'artigiano in questione per un lavoro urgente: è arrivato, ha studiato attentamente il problema e ha detto che purtroppo non aveva sul furgone il pezzo di ricambio, ma che passerà più tardi. Un rumore da teletrasporto lo ha portato via, probabilmente in Giappone, E io sono ancora qua che, pazientemente, lo attendo fiducioso. Anche stavolta però, non ho chiesto "Ma più tardi a che ora? Oggi? Domani? Entro il 2017?" Sono uno stupido lo so.
Non solo:  so anche che, quando presenterà il conto (per la sostituzione di un pezzo che in origine costa pochi euro), dovranno defibrillarmi per almeno due giorni. 


© 2017 Testo disegni e colori  di Daniele "tarlo" Tarlazzi


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